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Fonteno: Grotta Bueno Fonteno
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CINQUE ANNI FA LA SCOPERTA: "SIAMO AL 19° CHILOMETRO MA SI IPOTIZZA UN PERCORSO DI 50 KM"
Bueno Fonteno, quel soffio di vento
che ha svelato le grotte che guariscono
Anno 2006, un soffio di vento esce dal terreno, da una fessura della roccia, c'è qualcosa di strano, di affascinante, di unico lì sotto. Lo capiscono al volo gli speleologi e all'improvviso Fonteno diventa il centro del mondo. Max Pozzo, l'artefice di Bueno Fonteno, il mondo sommerso che sta spalancandosi a nuova vita, rocce, gallerie, acqua, vento, nuove vie che all'improvviso il mondo sembra sovrapporsi a un altro mondo e tutto si allarga, orizzonti, spazi e pensieri. Umidità al 98% ma aria asettica che cura febbre e raffreddore. "Siamo arrivati ormai al diciannovesimo chilometro – racconta Max Pozzo – l'abbiamo toccato e andiamo avanti e adesso a fine luglio staremo là sotto una settimana senza orologi per capire meglio com'è". Già, per capire, annusare, vivere in un'altra dimensione, quell'altra dimensione che troverà presto spazio su Focus, il numero di agosto infatti dedica ampio spazio al mondo di Bueno Fonteno. E intanto l'esplorazione continua. Grazie al lavoro esplorativo di mappatura delle cavità e sorgenti compiuto sul territorio del Sebino dai 50 speleologi associati, è stato possibile raggiungere il primo importante obbiettivo del ritrovamento ed esplorazione della grotta denominata 'Abisso Bueno Fonteno', che ha uno sviluppo di oltre 19 km tra cunicoli e grandi ambienti già cartografati (la più estesa in bergamasca e tra le prime 20 in Italia per lunghezza!) con un dislivello massimo di circa 521 mt. Più in generale sono state censite oltre 100 grotte nell'area del Sebino, con particolare concentrazione nei comuni di FONTENO, VIGOLO, GRONE, S. FERMO, PREDORE E TAVERNOLA BERGAMASCA. Il progetto di studio dei sistemi idrogeologici sotterranei presenti nella zona carsica del Sebino, ha trovato patrocinio in numerosi enti locali, tra cui i comuni di Fonteno, Vigolo, Villongo, Tavernola Bergamasca, Grone, la Provincia di Bergamo, la Regione Lombardia, il Museo di Scienze Naturali di Lovere, il Museo della Valcavallina, l'Università degli Studi e il Museo di Scienze Naturali di Parma, la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, i Lions Club Valcalepio e Valcavallina, la Federazione Speleologica Lombarda, il Consorzio per la Gestione dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro, Servizi Comunali Spa e Ubi Banca Popolare di Bergamo.
Nel frattempo è sorta una collaborazione con diverse realtà universitarie per creare lavori scientifici specifici, grazie ai dati forniti in collaborazione con il Progetto Sebino: datazione delle rocce, studio della fauna sotterranea e classificazione dei minerali e fossili presenti: "L'immenso bacino idrico sotterraneo individuato – spiega Max Pozzo - potrebbe dare luogo ad un grande complesso carsico stimato circa 100 km, quindi il più lungo della nazione, con eventuali collegamenti di gallerie tra i due laghi, quello d'Iseo e quello di Endine". E in questi mesi si sono susseguite immersioni, esplorazioni e studi. Perché Bueno Fonteno coinvolge davvero tanti Comuni e potrebbe presentare clamorose sorprese. Nella mattinata del 26 febbraio gli speleologi dell'Associazione "Progetto Sebino" si sono immersi e hanno esplorato in spelosubacquea una risorgenza carsica denominata "Sorgente Milesi" e ribattezzata "La Ripiegata" dall'associazione stessa. Si tratta di un corso d'acqua che fuoriesce dalla montagna nei pressi della frazione di Bianica, e utilizzato come acquedotto in caso di emergenza, data la purezza delle acque. Per questo motivo è stato necessario il coinvolgimento di numerosi enti (Comune di Tavernola, Comunità montana dei Laghi Bergamaschi, Asl Bergamo, Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, ARPA e Uniacque SPA), per l'ottenimento dei relativi permessi. Gli speleosubacquei lombardi Luca Pedrali, Nadia Bocchi e Davide Corengia sono stati invitati appositamente in quanto specialisti del settore. "I corsi d'acqua all'interno di Bueno Fonteno – continua Pozzo - sono stati oggetto di un intenso monitoraggio durato da novembre 2010 a gennaio 2011, per verificarne i percorsi e le ipotetiche fuoriuscite. L'analisi dei captori, dopo immissione di tracciante, ha dato risultato positivo proprio ne La Ripiegata, con una distanza in linea d'aria di circa 7 km dal fondo dell'abisso. Questo significa che si ipotizza la presenza di oltre 50 km di gallerie ancora ignote. Una prima visione del sifone della risorgenza è stata fatta tramite telecamera telecomandata, ed ha svelato circa un centinaio di metri di gallerie completamente sommerse transitabili solamente con tecniche speleosubacquee. Gli speleologi hanno potuto accertare la presenza di una grande nuova grotta, e quindi il loro intento è di continuarne l'esplorazione cercando eventuali collegamenti aerei con l'Abisso di Fonteno". Ma le sorprese dal centro della terra non finiscono mai: "E' da poco terminata una fase di monitoraggio, analisi e studio delle acque presenti nel sottosuolo al fine di determinarne il collegamento con sorgenti poste nei comuni di Predore, Parzanica, Grone e Tavernola Bergamasca, per conto della Regione Lombardia.
Durante questa attività sono state esplorate due importanti grotte sommerse nei comuni di Tavernola e Predore, per merito di immersioni effettuate da Luca Pedrali e Davide Corengia. L'immenso bacino idrico sotterraneo individuato, potrebbe dare luogo ad un grande complesso carsico stimato circa 100 km, quindi il più lungo della nazione, con eventuali collegamenti di gallerie tra i due laghi, quello d'Iseo e quello di Endine". Insomma sotto sotto, o almeno nel sottosuolo siamo tutti uniti, anche i laghi.
SCHEDA
Progetto Sebino
A scoprire Bueno Fonteno è stato il Progetto Sebino (www.progettosebino.com) é un'associazione speleologica che non persegue scopi di lucro e si é costituita grazie all'unione di quattro gruppi locali: lo Speleo CAI Lovere (Bg), il G.S. Montorfano di Coccaglio (Bs), il G.S. Valle Imagna C.A.I.-S.S.I. (Bg) e lo Speleo Valtrompia di Marcheno (Bs), nel 2007. Fonte: Araberara
ESPLORAZIONE E RICERCA SPELEOLOGICA
L'area carsica oggetto dello studio si estende tra la Val Cavallina e la costa bergamasca del Lago di
Iseo. Un territorio di circa 90 Km2, che si sviluppa all'interno dei comuni di: Fonteno, Parzanica,
Vigolo, Tavernola, Riva di Solto, Predore, Viadanica, Adrara e Grone.
Di seguito viene riportato un estratto della carta geologica della Provincia di Bergamo, in cui si
mette in evidenza l'estensione dell'area carsica interessata dagli studi.
La scelta della zona di studio si è basata precedentemente sull'analisi a tavolino dei fenomeni carsici
conosciuti e successivamente sull'osservazione in campo dei seguenti elementi:
» formazioni geologiche tipiche per lo sviluppo di sistemi carsici;
» morfologia superficiale con presenza di fenomeni epicarsici particolari;
» limitata presenza di corsi d’acqua superficiali permanenti;
» presenza di sorgenti alla base del massiccio con notevoli variazioni della portata;
» assenza di studi scientifici sull’idrologia ipogea.
Informazioni generali
Il lago d'Iseo o Sebino è un bacino lacustre dell' Italia settentrionale, situato in Lombardia. Ha come
principale immissario ed emissario il fiume Oglio. Ha una superficie di 65,3 km2 e una profondità
massima di 251 metri è situato a 180 m di quota nelle prealpi, posto in fondo alla Val Camonica, si
incunea tra le province di Bergamo e di Brescia ed ospita la più grande isola lacustre dell'Europa
centro-meridionale, Monte Isola coronata a nord e a sud da due isolotti Loreto e San Paolo.
In un ampio catino allungato di circa 33,694 chilometri quadrati è invece adagiato il Lago d'Endine,
interrotto ad est dalla pianura di Piangaiano e ad ovest, dal primo tratto del fiume Cherio. La
profondità non supera i 20 metri e si origina da sorgenti sotterranee sconosciute, poste sotto il
livello dell’acqua.
L’area all’interno dei due laghi è costituita prevelentemente da calcari di origine triassica e
giurassica, che possono dare luogo facilmente a fenomeni di diffuso carsismo.
La serie stratigrafica delle formazioni interessate nell’area comprende le seguenti unità, descritte a
partire dal basso stratigrafico:
» Calcare di Zu (Retico) - calcari marnosi poco carsificabili
» Dolomia a Conchodon (Retico) - calcare molto carsificato a stratificazione massiva o indistinta
» Calcare di Sedrina (Lias) - calcare scuro a stratificazione sottile molto regolare con rari noduli di
selce e molto carsificabile.
» Calcare di Moltrasio (Lias) - calcare selcifero, spesso marnoso, molto carsificato.
I rilievi montuosi più elevati sono il Monte Bronzone (1334 m), il Monte Torrezzo (1378 m), il
Monte Pendola (1126m), il Monte Boario (1239 m), Il Monte Gremalto (1320 m) e il Monte
Ballerino (1275 m).
Introduzione speleologica
La Zona del Sebino è stata oggetto di sporadiche ricerche speleologiche nei decenni passati e, nel
tempo, sottovalutata e bistrattata un po’ da tutti i gruppi speleologici: forse perché i modesti rilievi
montuosi non garantiscono dislivelli da record, e forse perché la Lombardia è ricca di aree carsiche
con prospettive esplorative allettanti.
Nell’area del Sebino, la presenza prevalente di territorio boschivo, di ricopertura quaternaria e di
vegetazione molto fitta, mettono in difficoltà lo speleologo a reperire ingressi, soprattutto nelle
stagioni calde in cui l’area e diventa poco penetrabile…
Questi, tra i vari motivi che potrebbero indurre a orientarsi verso altre zone.
La consulta catastale, riporta che nel trentennio a seguire il 1940 furono esplorate circa una ventina
di cavità di modesto sviluppo. Successivamente, e fino ai giorni nostri, ancora una ventina di grotte,
e, fatta eccezione per la Lacca del Berù (LoBg 3532) che tocca un dislivello di 231 metri e 435
metri di sviluppo, nessun’altra supera i 100 di profondità, né i 200 di sviluppo.
Prologo
Nel 2003 il G.S. Valle Imagna Cai-Ssi, su segnalazione di un amico geologo, visita e scende due
cavità verticali di qualche decina di metri, situate nei pressi di un noto agriturismo nella valle di
Fonteno. Alcuni soci, residenti proprio nelle vicinanze del Lago d’Iseo convinti del potenziale
carsico, insistono sul dedicare attenzioni più approfondite a tutta l’area, ma la fervida attività del
gruppo è ancora rivolta a esplorazioni importanti in altre aree carsiche lombarde.
Tutto viene quindi rimandato.
Nell’inverno a cavallo tra il 2005 ed il 2006, il G.S. Valle Imagna inizia la rivisita e la nuova
topografia di tutte le cavità censite a catasto nei comuni di Fonteno, Vigolo, Parzanica, Adrara,
Predore e Colli di San Fermo. In concomitanza, vengono trovate circa una decina di grotte nuove,
principalmente nelle valli di Fonteno e Vigolo.
La comunicazione delle novità tramite internet e l’utilizzo della lista “Speleologia Lombarda”, dà
inizio ad uno scambio di informazioni con altri speleologi regionali. Gli amici del G.S. Montorfano
interessati all’epoca al M. Menna, ma molto vicini “geograficamente” al Sebino, ricevono
segnalazioni di cavità in zona, informando di un loro probabile interessamento.
Nel frattempo vengono individuate numerose sorgenti che riversano le acque nel lago, e alcune di
queste con portate considerevoli: viene così delimitata un’area carsica di circa 90 km quadrati,
situata tra il Lago d’Iseo ed il Lago di Endine, e compresa in un ipotetico cerchio di 12 km di
diametro.
La discesa della Laca del Rochel (LoBg1109), una verticale di circa 70 metri situata nei boschi del
comune di Fonteno, dimostra che esistono “porte” di accesso all’interno della montagna.
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Progetto Sebino: cronologia
Anno 2006: Abisso Bueno Fonteno
La grossa mole di lavoro in prospettiva di una seria campagna di ricerca esplorativa viene
nuovamente comunicata ai gruppi speleologici lombardi, e in data 27 aprile 2006, si svolge una
riunione informale presso la sede del G.S. Montorfano Cai a Coccaglio. Per l’occasione vengono
invitati anche i gruppi di Lovere (Bg) e della Valtrompia (Bs).
Lo scambio reciproco di dati ed informazioni, non può che sfociare nell’intenzione di dare vita ad
un progetto di ricerca in comune, al quale tutti i presenti aderiscono: il G.S. Valle Imagna Cai-Ssi, il
G.S. Montorfano Cai Coccaglio, lo Speleo Valtrompia e lo Speleo Cai Lovere.
Il mese di maggio 2006, diventa decisivo per tutto l’evolversi. Durante ricerche in esterno, a bassa
quota (770 m), soci dello Speleo Cai Lovere scoprono l’ingresso di quello che diventerà l’Abisso
Bueno Fonteno. Sarà la giusta miccia per far esplodere il progetto e i suoi esploratori: già oltre un
chilometro e mezzo di rilevato dopo tre domeniche, in ambienti veramente vasti e inusuali per il
territorio bergamasco, è la conferma dell’esistenza di tutto quello che si era ipotizzato.
Gli esploratori si rendono subito conto dell’importanza storica del ritrovamento, vista la grande
distanza (in linea d’aria ed in qualsiasi direzione), con le ipotetiche risorgenze delle acque.
Il Progetto nasce in questo momento: sull’intenzione di condurre uno studio speleologico del grande
sistema carsico appena individuato, seguendo una seria metodologia di ricerca.
L’idea riceve immediatamente il sostegno e l’interessamento del Museo Civico di Scienze Naturali
di Lovere (Bg), rappresentato dal Dott. Aldo Avogadri.
I gruppi aderenti immediatamente istituiscono un regolamento interno, e procedono impostando
delle linee generali sulla conduzione delle ricerche.
L’avvicinarsi dell’estate e di un clima “torrido”, rende fastidiosa la ricerca in esterno, quindi
l’attenzione è rivolta maggiormente a Bueno Fonteno, che in pochi mesi raggiunge l’incredibile
sviluppo di otto chilometri, con diramazioni aperte in ogni direzione. In questo periodo viene
esplorata la via che dall’ingresso conduce al fondo di –451 metri, terminante nel profondo Sifone
Smeraldo, il quale riceve acque anche da un altro ignoto corso d’acqua. Durante il tragitto vengono
scoperti saloni di dimensioni spropositate: Fonteno Beach, Ciclopico e Mastodont (con altezze che
superano i cento metri), un tratto completamente fossile e tutto il resto percorso da diversi corsi
d’acqua che confluiscono man mano si scende. Il sifone Smeraldo non verrà superato, ma
percorrendo il fiume che proviene dall’amonte (L’Apoteosi), si scoprono grosse gallerie di origine
freatica, che ricevono a loro volta altre acque da tre imponenti diramazioni.
Nell’autunno 2006, il Progetto viene presentato all’assemblea annuale dell’Ente Regionale
Speleologico Lombardo (Morterone 24/09/2006), con richiesta di patrocinio.
Nel frattempo si terminano le prime riprese video, grazie all’aiuto offertoci dal G.S. Valceresio
(Va), in modo da poter presentare la scoperta al ritrovo annuale internazionale di Casola 2006, e ai
comuni compresi nell’area carsica interessata.
Anno 2007
All’inizio dell’anno, l’Ente Regionale Speleologico Lombardo, concede il proprio patrocinio al
progetto.
L’inverno 2006-2007 è caratterizzato da un’esplosione esplorativa a “tre dimensioni”, e si scopre
risalendo verso l’alto, l’importante nodo di “Terre di Mezzo”, da cui si dipartono numerose vie che
proseguono verso l’interno del massiccio e che potrebbero direzionarsi verso la vetta maggiore
dell’area, quella del Monte Torrezzo (1378 m. slm). L’abisso ricopre un’estensione di 1300 metri
quadrati… e non è poco…
Verso il basso invece, due importanti diramazioni con corsi d’acqua perenni e molto attivi, superano
nuovamente i 400 metri di profondità: l’impegnativo ramo di “Fangul” tocca i –463 metri e termina
su sifone (maggior dislivello), e “Hydrospeed” si ferma a –440 metri, in enormi gallerie allagate,
ancora da percorrere.
Il Progetto Sebino, visto l’interesse crescente da parte dei vari enti locali, decide di darsi un’identità
ben precisa nell’approfondire le tematiche necessarie a condurre lo studio idrogeologico del sistema
carsico. L’esigenza di contributi economici è fondamentale per l’acquisto di materiali speleologici
indispensabili per il prosieguo delle ricerche, così come l’attrezzatura per effettuare documentari
specifici.
Viene costituita un’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, con atto costitutivo del
10 ottobre 2007, con le seguenti cariche: Massimo Pozzo (Presidente); Claudio Forcella
(Vicepresidente); Matteo Spisani, Devis Magri e Livio Palamidese (Consiglieri).
L’obiettivo del Progetto Sebino è lo "Studio idrogeologico e speleologico del sistema carsico", con
particolare riguardo alla:
» individuazione delle disponibilità idriche ipogee per un eventuale utilizzo;
» valutazione dell’impatto antropico sul sistema idrico;
» tutela e salvaguardia dell’area carsica in esame
L’attività di ricerca continua anche in tutta l’area sebina e vengono ritrovate numerose cavità, circa
una trentina, nei dintorni dell’ingresso di Bueno Fonteno, ma anche nel settore del comune di
Vigolo. Importantissimo è il “Bus del Zio”, situato sul versante sud della Cargadura (spartiacque
esterno), ma sulla linea ipotetica di scorrimento della falda acquifera (Fonteno-Tavernola) e quindi
probabilmente collegato idrologicamente con le acque oltresifone di Bueno Fonteno. Anche
“Macignopoli” supera i 130 metri di sviluppo, e sembra molto vicino ad una giunzione con Bueno
Fonteno.
In parallelo, prosegue la revisione e l’aggiornamento catastale di tutte le cavità presenti nell’area,
con nuova topografia interna e posizionamento tramite Gps.
All’interno di alcune cavità, e soprattutto in Bueno Fonteno, si effettuano raccolte di fauna troglobia
attestando che la fauna ivi presente sia molto ricca e ancora incontaminata: sono presenti molti
microambienti che costituiscono habitat idoneo per numerose specie diverse e in alcuni casi è
possibile pensare che si possano trovare anche specie nuove per la scienza.
La presentazione continua del Progetto, sottoforma di serate divulgative al pubblico, richiama
l’attenzione della popolazione e quindi anche degli enti locali, ne accresce la credibilità e quindi
l’utilità anche sociale degli scopi dello stesso, a cui viene riconosciuto un piano di bilancio spese,
sostenute e patrocinate da: Provincia di Bergamo, Comunità Montana Alto Sebino e Comunità
Montana Monte Bronzone-Basso Sebino, Comune di Fonteno, Vigolo e Tavernola.
Anno 2008
L’inverno 2007-2008, è teatro di numerose risalite in artificiale, dal momento che le vie acquatiche
sono proseguibili esclusivamente tramite immersioni subacquee, soprattutto nelle diramazioni del
fondo. Un’importante regione sotterranea è quella di “Megasnake”, che non si sa ancora se
provenga dal misterioso Monte Pendola (1126 m slm) o dal Monte Boario (1239 m slm), e poi
“Cattive Acque”, che ritorna verso il cuore dell’abisso: le loro acque si riversano dopo la
“Straforra”, nel sifone Smeraldo.
Nel tentativo di trovare un passaggio alto che lo superi, viene percorso sempre in risalita partendo
da -450 un altro enorme ramo denominato “Carrigo”, riversa un abbondante corso d’acqua nella
galleria dell’Apoteosi. La sua importanza è strategica perché è situato nell’amonte del sifone e
quindi punta l’interno della Cargadura, ma a +170 si è femi sotto una cascata di 40 metri…
inviolata e con ambienti di notevolissime dimensioni.
I rapporti con gli enti locali sono rafforzati da un continuo aggiornamento e scambio di
informazioni, e il sostegno non tarda a dare risultati per il consolidamento del Progetto: lavori di
miglioria vengono apportati nei sentieri di avvicinamento, che vengono messi in sicurezza anche
per la popolazione locale, spesso in visita all’ingresso dell’abisso. Si procede alla produzione di un
nuovo filmato, e vengono poste le basi per una immediata rivalutazione di tutto l’ambiente
circostante. In collaborazione con il dott. Bini del Dipartimento Scienze della Terra, Università di
Milano, si da’ inizio alla raccolta e campionamento dei calcari presenti lungo tutto il dislivello
ricoperto da Bueno Fonteno, e nell’intento di effettuare un tracciamento delle acque, inizia la
ricerca subacquea nel Lago d’Iseo, individuando sorgenti a 40 metri di profondità.
Bueno Fonteno si avvicina vertiginosamente ai quindici chilometri di sviluppo, e continua a non
dare segno di fermarsi, confermandosi al momento come la più lunga grotta della bergamasca, e ai
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La “banda del buco” in… azione a Fonteno
IL GRUPPO PROTEZIONE CIVILE HA MESSO IN SICUREZZA L’ACCESSO A “BUENO FONTENO”
Nonostante la stagione invernale, non si ferma l’attività del Gruppo di Protezione Civile.
In particolare, sono quasi terminati i lavori di messa in sicurezza dell’accesso alla grotta
Bueno Fonteno ad opera di una squadra del Gruppo (soprannominata la “Banda del Buco”), con
il disgaggio di massi pericolanti e di alberi posti in posizioni delicate, la posa di una
chiusura per evitare accessi da parte di bambini e di persone non esperte (la chiave è disponibile presso il Comune o il Bar Germano),
la realizzazione di un riparo per il ricovero delle attrezzature degli speleologi e di materiali di pronto soccorso e
la sistemazione del sentiero pedonale.
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Fonteno come il "Gran canyon"...
Dove la realtá va oltre il sogno
Da diversi mesi ormai si susseguono notizie riguardanti la scoperta e l’esplorazione che non é ancora finita di una delle piú belle sorprese del 2006; speleologi lombardi tutti i fine settimana sono impegnati nel lungo lavoro di esplorazione e di rilievo di gallerie e pozzi che compongono la nuova grotta di Fonteno chiamata beneauguratamente “Bueno Fonteno”.
Le scoperte erano cominciate nel mese di maggio quando, dopo un inverno passato a cercare nei territori di Fonteno, Vigolo, Predore, Parzanica e Adrara, con una solo punta esplorativa giá venivano rilevati i primi 500 metri il 21 maggio. La grotta si é rivelata subito molto grande, almeno da quello che ha fatto presagire una forte corrente d’aria e la vastitá degli ambienti.
Le esplorazioni fanno parte di un disegno piú vasto, chiamato “Progetto Ricerche lago d’Iseo” o “Progetto Sebino” a cui partecipano speleologi di vari gruppi lombardi, ma la prima entrata nella nuova grotta é stata fatta da quelli del G.S. Valle Imagna insieme a quelli dello S.C. Lovere.
In una serie di uscite di fine settimana vengono aggiunti nuovi rami con una sequenza e una costanza da far invidia a mezza Italia, fino a questo ferragosto quando la grotta “festeggia” i 6 chilometri di sviluppo… e continua… Ecco l’ultima descrizione dei nuovi sviluppi fatta dagli stessi speleologi: “Con una risalita di una decina di metri sulla via principale, la scorsa settimana abbiamo raggiunto una galleria fossile denominata “Sempredritto”, grazie alla spettacolosa serie di bindellate 20+20+20+20 iniziali .. che dopo poco si é buttata in una sala di notevoli dimensioni (Terra di mezzo), nella quale due arrivi/cascate si uniscono a formare l’impetuoso “Torrent Express”,
la cui portata é forse superiore di tutti gli attivi fin’ora trovati. L’attivo scende di pozza in pozza a piccoli salti, fino al p40 “Laguna Blu”, dove una fantastica cascata spumeggiante con fondo concrezionale si butta sull’ennesimo lago. La nuova diramazione é attualmente ferma su un pozzo-cascata con aria da brivido la cui profonditá non puó essere stimata dato che il sasso sonar non funzionava a causa del frastuono dell’acqua… Le esplorazioni sul nuovo ramo sono al momento ostacolate dalle recenti piogge che hanno reso alquanto difficoltosa la progressione.. ma si sono comunque aggiunti al rilievo circa 490 metri freschi freschi .. grazie ai quali lo sviluppo complessivo raggiunge i 6,1 km”.
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